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LontanodagliOcchi

LdO è un blog/garage di racconti. Fate un giro se vi va: Curiosi? Ecco un pò di me. »

Risuono { 1 }

Stanotte vorrei andarmene a dormire tra le braccia di una stella lontanissima, perso nella dolcezza di tutti gli anni che mi porto dentro.

Vorrei portarmi sotto le coperte fresche un piccolo binocolo con il quale osservare le immagini di me bambino provenienti dalla mia Terra, anni luce, anni cuore di distanza, e suonarmi da solo una canzone per farmi addormentare.

Le mie mani odorano di biscotti, anche quando non sono pulite.

Le mie braccia sanno di grano, forse sono nato in un panificio.

A volte penso di lasciarmi andare a ricordare, mi viene da ripetere a bassa voce frasi dette da me o da altri, e scoprirne il suono lasciato in sospeso è come rendermi conto che la mia vita è bella ed importante: poi tengo per me queste cose, ed è buffo perchè nello stesso tempo me le sottraggo.

E’ in quel momento che le dita fanno un rumore leggero di nocca, e mi viene da suonare la tastiera. Non c’è nemmeno un momento in cui io immagini di suonarla, sai? Tutto il tempo penso di pestare i tasti del vecchio organo che ho trovato per casa quando ero piccolo…

…io sento ancora

i registri

della mia anima

e soffio l’amore da un mantice

custodito nell’eternità

di una piccola parola.

1 commento ↓






  • 1 ) Maca // 15 giu 2009 alle 12:59 am



    Stanotte ho aperto la Bestia, il libro di Raffaele Sardo.
    Lo ha portato papà dalla festa della Tammorra.
    Apro una pagina a caso, è la 115; leggo un nome conosciuto.
    Anche così torni a una piccola te, a giorni dolorosi e intensi, col cuore giovane, senza protezioni. Torno anche al tuo nome…
    …sapevo esattamente che lo avrei riletto in un libro.
    Rileggo attraverso il tempo e lo spazio. Spiego a mio padre che non sa chi sei, che non sa chi siete, e sembra guardarmi per la prima volta.

    E io, per la prima volta, dico a me stessa che ho l’età che tu avevi
    l’ultima volta che ti ho visto.

    Deliranti poesie.





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